Piante e Fiori : il gatto ed i pericoli del giardino


I gatti sono proverbialmente attratti dal pericolo ma di solito, in virtù delle loro sette vite, riescono a cavarsela. Questo però non ci solleva dall'obbligo di eliminare ogni rischio dal nostro giardino.
Gatti e piante non sempre vanno d'accordo. Alcuni animali sono attratti dai grandi vasi e, specialmente nel periodo invernale, possono ellegerne uno a dominio personale dove dormire, giocare e scavare.
I rimedi per dissuadere il micio sono essenzialmente tre : impiegare una reticella che neghi l'accesso al terreno, un dissuasore chimico o uno strato di bucce di agrumi da rinnovare man mano che si seccano. Inoltre forniamo sempre al nostro simpatico e vivace amico una sabbiera dove possa giocare ed un angolo riparato dal sole dove collocare una cesta.
In particolar modo teniamo fuori dalla portata degli artigli piante riconosciute come velenose quali : gelsomino, margherite, vite americana, bulbi di tulipano, oleandri, rododendri, agrifoglio, ciclamino, edera, ficus, ortensia ed azalea.
Nausea, vomito, disturbi gastrointestinali, dermatiti da contatto, allergie, incoordinazione motoria, scompensi cardiaci e neurologici sono i sintomi che devono insospettirci.
Prima di recarci dal veterinario è bene verificare se il gatto non abbia ingerito o danneggiato qualcuna di queste piante e nel caso prelevarne un pezzetto da portare con noi.

Piante e Fiori : Lavanda, anche sul balcone la regina del profumo


Profumata, salubre, vivace! La Lavanda può crescere anche senza possedere un giardino. Basta avere un luogo soleggiato e contenitori di buone dimensioni. E' una pianta ideale per chi dispone di poco tempo. L'esposizione migliore è in pieno sole, in posizione ben areata ed orientata a sud.
Utilizzate preferibilmente vasi rotondi con un diametro di almeno 45 cm. Se si utilizzano vasi rettangolari fate attenzione che le dimensioni non scendano sotto i 70 cm. di lunghezza e 30 cm di profondità.
Va annaffiata regolarmente, ma non in abbondanza, lasciando il terriccio umido ma non fradicio.
La fertilizzazione va effettuata da aprile a settembre ogni 15 giorni, sciogliendo nell'acqua delle innaffiature del concime liquido per piante fiorite.
fate in modo che la terra sia sempre ben drenata ed utilizzate terriccio da giardino.
Spuntate regolarmente la pianta nel mese di marzo e in luglio-agosto, dopo la fioritura.

Catambra, una pianta contro le zanzare

Una speranza per dire addio alle zanzare. Il rimedio? Non l’ennesimo spray più potente e micidiale di quelli che già esistono in commercio. Ma una verde, naturale e «innocua» pianta dal nome che sembra magico: Catambra.
La storia del «nuovo repellente» ha inizio otto anni fa quando Giovanni Ambrogio, un intraprendente vivaista di Leno, un paese nel cuore della campagna bresciana, viene chiamato sul lungo Po cremonese per una «speciale consulenza». In quella zona succedeva un fatto a dir poco singolare: in un luogo che doveva essere l’habitat ideale per gli insetti (la riva di un fiume), in realtà di insetti non si vedeva neanche l'ombra. E tutti si domandavano come mai.
Il signor Ambrogio, che di piante è davvero appassionato ed esperto, s'incuriosisce e va a dare un'occhiata: «Non c'erano né zanzare né mosche», ricorda.
Torna sul posto più volte: niente. Alla fine, decide di andare a fondo nella faccenda e parte in quarta. Raccoglie le piante della zona, le numera e le manda a esaminare al centro sperimentale di Sanremo. L'esito non lascia dubbi. «Fra tutte, una conteneva un'altissima dose (quattro volte tanto quella delle altre) di un repellente per insetti volanti a 6 zampe: il catalpolo». Spiegato l'arcano, insomma. Ma non è finita qui. Anzi, siamo solo all'inizio della vicenda. Perché è a questo punto che il signor Ambrogio si mette all'opera: «crea» nuove Catambre attraverso l'innesto (partendo da una pianta selvatica di 2-3 anni appartenente alla stessa famiglia) e «assicura» l'invenzione con tanto di brevetto europeo. E nessuno si stupisce. Perché a Leno e non solo,
il fantasioso vivaista è già noto per le sue «originali scoperte»: ha svelato il potere ultradolcificante (ben 30 volte più del saccarosio) delle foglie della Stevia rebaudiana, una pianta nativa delle montagne del sud America; ideato una nuova qualità di Guayaba del Brasile dai frutti deliziosi e vitaminici; e brevettato il Gin Pent dalle proprietà benefiche contro malattie come stress, artrite, diabete e problemi di digestione. Il debutto della Catambra sul mercato avviene lo scorso settembre alla fiera di Padova: in esposizione «esemplari antizanzare» (e antimosche) per tutti i gusti: dalle piante d'appartamento (costo: intorno ai 35 euro) a quelle da balcone, in vaso (alte anche 1 metro e 80) oppure da giardino e viali ancora più imponenti. «Più il tempo passa e la pianta diventa grande (può arrivare a 3,5 metri), più aumenta il suo effetto repellente» assicura il botanico. Certo nessuno può far miracoli. Facile immaginare che la bella Catambra non sia potente ed efficace come lo zampirone. Ma dalla sua ha moltissimi vantaggi. «Non profuma, non fiorisce e non crea allergie ed è facilissima da coltivare: vuole solo acqua abbondante d'estate e, per il resto, non è necessario neanche potarla», spiega l'esperto. Ultimo, ma non meno importante: è ornamentale. Non a caso il successo è stato notevole: «Ne abbiamo date a 10 comuni del bresciano e vanno a ruba: le hanno usate anche in asili nido e case di riposo. E i privati ne hanno fatto incetta». Una curiosità: a breve la specie sarà venduta con all'interno un microchip di controllo a radiofrequenza con database che servirà a monitorarla e capire, tra l'altro, il suo stato di salute

Come rendere il vostro balcone un esplosione di colori

Balconi e terrazzi sono una grande risorsa, qualunque siano le loro dimensioni. Bastano anche solo pochi metri quadrati da adattare trovando il giusto equilibrio tra l’ingombro dei vasi, delle piante e di qualche complemento d’arredo funzionale.In città , purtroppo, spesso non è facile percepire appieno e godere del cambio delle stagioni. Ma anche un balconcino o un davanzale sul quale coltivare qualche piantina può aiutare a recuperare il fondamentale contatto con la natura, anche se abiti in una mansarda.

Vasi fioriti
La primavera è la stagione delle fioriture di molte tra le specie più belle. Si possono coltivare nelle fioriere del balcone piante che non richiedono cure particolarmente impegnative e in cambio regalano gioia e colore. Le più classiche? Gerani, begonie, rose, fucsie e gli splendidi rampicanti come il gelsomino dall’aroma sensuale. Ecco una panoramica sui più bei fiori da terrazzo e balcone.
Geranio
Fiorisce dalla primavera all’autunno ed è una pianta particolarmente adatta a terrazzi e balconi esposti al sole, ma non deve ricevere troppo calore
Innaffiatura: abbondante 3-4 volte alla settimana, senza spruzzare le foglie
Concimazione: ogni 15 giorni con concime liquido aggiunto all’acqua di innaffiatura. Sospendere in piena estate
Potatura: accorciare i rami in primavera per permettere ai nuovi getti di crescere più rigogliosi
Pulizia: eliminare sempre le foglie e i fiori secchi
In inverno: eliminare le parti secche, tenerli a una temperatura di 8-12 °C

Begonia
All’aperto fiorisce principalmente in estate e deve essere posizionata in ambienti ben aerati altrimenti rischia attacchi di funghi
Innaffiatura: 2 volte alla settimana in estate
Concimazione: in estate una volta alla settimana con un prodotto liquido
Potatura: quando assume una forma disordinata tagliare a 4 cm dalla base
Pulizia: eliminare i fiori appassiti, ma non toccare le foglie delicate
In inverno: tenere la pianta in casa a 16°C circa. Concimare una volta al mese e innaffiare ogni 8-10 giorni

Rosa
Esistono circa 250 specie diverse di rose da cui sono nate migliaia di varietà . Fioriscono in primavera, ma alcune varietà fanno fiori anche fino a inverno inoltrato. Devono ricevere qualche ora di sole al giorno
Innaffiatura: regolarmente con differenze a seconda della varietà e delle dimensioni
Concimazione: concimare dalla primavera all’autunno
Potatura: a fine inverno-inizio primavera. Le rose rampicanti vanno potate a fine estate a fioritura terminata
Pulizia: togliere le foglie e i rami secchi e riordinare la forma
In inverno: resiste al freddo se ben potata

Fucsia
Originaria della Nuova Zelanda e del Sud America, ha fiori molto colorati sulle tonalità di rosso, rosa e viola. Fiorisce in estate e dura anche fino a ottobre ma necessita di una posizione a mezz’ombra, soprattutto in piena estate
Innaffiatura: abbondante durante l’estate. Ridurre al termine della fioritura
Concimazione: concimare dalla primavera all’autunno
Potatura: in marzo se sono cresciute disordinatamente, lasciare su ogni ramo solo 4-5 getti
Pulizia: togliere i fiori appassiti e i rami danneggiati
In inverno: coprire la pianta e tenera in serra a una temperatura minima di 15-18°C

Gelsomino
E’ una pianta dal profumo inebriante con piccoli fiori bianchi o gialli ed è molto utilizzata su terrazzi e balconi, basta che siano freschi e luminosi. La varietà più comune, il Gelsomino Officinale, fiorisce da giugno a settembre
Innaffiatura: regolare e abbondante in estate
Concimazione: regolare aumentando da febbraio e per tutta la fioritura
Potatura: dopo la fioritura si possono accorciare i rami per favorire lo sviluppo di nuovi getti
Pulizia: eliminare sempre i fiori e i rami secchi per rinvigorire la pianta
In inverno: si può lasciare all’esterno purché il clima non sia troppo rigido

Sposa in estate? Alcuni consigli su come ottenere un bouquet da sogno!


Se e' questo il periodo che avete scelto per convolare a nozze innanzitutto...auguri!
Tra i tanti preparativi da completare ce ne e' uno considerato a torto "minore", il bouquet.
In questo articolo proveremo a fare del vostro bouquet un qualcosa che, una volta tirato tra il gruppo delle vostre amiche, non finisca nella spazzatura appena tornati a casa.
Le Rose. La rosa è la regina dei fiori, la più amata e la più regalata. La sua coltivazione era diffusa già nell’antichità. Esistono infinite varietà di questo fiore, dai diversi colori e sfumature. Dalla rosa si ricavano anche estratti per uso cosmetico. Chi non conosce l’acqua di rose o la rosa mosqueta, fedeli alleate della nostra pelle? Sono i fiori più utilizzati per i bouquet da sposa e per le decorazioni durante i matrimoni. La rosa è, senza dubbio, il fiore più romantico di tutti.
Le Gerbere. La gerbera è un fiore di facile coltivazione che assomiglia ad una margherita gigante. Ne esitono di diversi colori e mettono allegria. I fiori durano molto e compaiono all’inizio dell’estate. Se vi sposate durante l’estate 2009, potete scegliere le gerbere per ledecorazioni del luogo dove celebrerete la cerimonia e per preparare i centrotavola del ristorante: daranno sicuramente un tocco di colore e di allegria.
Le Calle. Sono fiori sofisticati e raffinati. La Calla è chiamata anche “Giglio del Nilo”. Se amate la raffinatezza, potete scegliere questo fiore per gli addobbi del vostro matrimonio. Come pianta ornamentale, è facile vederla accanto a laghetti artificiali, o vasche ornamentali.
I Gigli. Anche questo fiore è simbolo di eleganza. Viene associato anche all’idea di purezza: è molto diffuso, infatti, il paragone “Puro come un giglio”. Un’altra caratteristica del giglio è il suo profumo. I fiori sono molto grandi, quindi, tenetene conto se volete un bouquet di gigli.
Le Ortensie. L’ortensia è un fiore originario dell’Oriente e la sua particolarità consiste nella forma: è una pianta arbustiva con con fiori riuniti in infiorescenze. Sono piante ornamentali da esterno, proprio per la loro caratteristica di crescere a cespugli. Si può scegliere per la decorazione del luogo dove celebrerete le nozze o per creare degli originali centrotavola.
I Girasoli. Quale fiore meglio del girasole può rappresentare l’estate? Il suo colore rappresenta il sole, mette gioia ed allegria. Per un bouquet allegro, rappresenta sicuramente la scelta ideale.

Come curare piante e fiori d'estate


Le piante da interno soffrono molto per la grande calura a per la scarsa umidità ambientale. E' perciò ovvio che in queste condizioni abbiano necessità di essere "aiutate" con irrorazioni fogliari da eseguirsi con frequenza giornaliera usando acqua non troppo fredda.
Se avete l'opportunità di portarle all'esterno approfittate di qualche acquazzone estivo ma non lasciatele troppo a lungo esposte, soprattutto se verso sera dovesse apparire un pò di nebbiolina all'orizzonte.
Se il vostro balcone è abbellito da piante di rose rifiorenti, ricordate che hanno bisogno di potature come in primavera. Questa operazione ha lo scopo di portare la pianta ad uno stato di riposo prima che per una settimana venga sospesa l'innaffiatura. Si riprenderà poi a bagnare regolarmente avendo cura di muovere bene la terra prima di innaffiare. Se poi volete completare il lavoro potete sempre spargere attorno al fusto delle rose del concime a base di solfato d'ammonio e perfosfato d'ossa.